EDITORIALE

UN MONDO IN AGONIA
MA NON CI RASSEGNIAMO

di Giuseppe Marchica


L’editoria tradizionale, quella che in questi anni ha garantito un sistema di informazione e cultura, è in profonda crisi di idee prima di tutto, e forse anche di voglia, visto che ci si rivolge sempre più verso il settore dei giochi e della finanza.
La Federazione Editori, in una lettera al futuro Governo, chiede.
Chiede soldi, chiede protezione sui diritti di autore, parla di informatizzazione, dimenticandosi che, in un anno e mezzo, non sono stati in grado di fare quanto promesso in materia di informatizzazione al Governo e ai Sindacati.
Il mondo degli editori chiede, ma quello che già sta dando in cambio, è chiusura di testate, dismissioni, chiusura al confronto col resto della filiera.
Siamo tutti capaci a chiedere agli altri.
Ma i distributori locali lo hanno capito tutto questo? Hanno capito che con gli accordi che gli stanno proponendo sul macero, gli allungano semplicemente l’agonia, mettendoli spesso gli uni contro gli altri, e contro la rete di vendita?
Molti DL con cui abbiamo parlato in queste settimane, sono consapevoli di questo fatto, ma forse, anche loro, si sentono disarmati, se non sfiduciati.

Per questo abbiamo deciso di aprire una linea di confronto duro, totale, qui non si parla di coriandoli, qui si discute di decine di migliaia di famiglie, dei loro investimenti, del loro lavoro.
Sappiamo di non essere soli, abbiamo avuto attestati da parte di tanti Distributori Locali, di tanti piccoli Editori che vedono nella nostra battaglia un punto di riferimento per tutti quelli che non si rassegnano, editore distributore o rivenditore che sia. Il nostro manifesto dei 30 punti più quattro, non è utopia, è quella base che serve all’intero sistema per aprire un confronto serio. Noi siamo aperti ad ascoltare e affrontare i problemi delle altri componenti della filiera, lo abbiamo sempre affermato in ogni occasione, e lo riaffermiamo qui, da soli non si esce dalla crisi.
Per questo non ci fermiamo qui, per questo andremo avanti , abbiamo solo una parola d’ordine: RESTITUITECI IL FUTURO.


Il Manifesto del SINAGI:

 

I NOSTRI MOTIVI
IL MOMENTO E’ ADESSO
I nostri 30 motivi più 4 che ci costringono ad alzare la voce, proprio nei giorni delle elezioni, per non chiudere per sempre

Al Governo e alla politica chiediamo
• Una riforma dell’editoria che chiarisca, per esempio, che la parità di trattamento si deve dare alle testate, non ai loro gadget; tutti i giornali devono essere visibili in tutte le edicole, cosa diversa sono i piatti, le sigarette elettroniche e tutti gli oggetti puramente commerciali.
• Di riconoscere alla vendita di giornali e riviste quella funzione di rilevanza costituzionale, che tutti teoricamente ammettono ma che non è completamente riconosciuta dalle leggi, e si riconosca alle edicole quel ruolo di servizio di utilità pubblica, che effettivamente svolgono tutti i giorni, in ogni luogo.
• L’istituzione di un tavolo di compensazione presso il Dipartimento Editoria che possa diventare un riferimento per tutto il settore.
• Di favorire rapidamente un processo di inserimento di tutta la filiera, nel Registro degli Operatori della Comunicazione, dove già sono presenti gli editori, ma dove dovrebbero stare anche i distributori locali, riconoscendone la figura giuridica, e i Rivenditori, che attraverso un processo completo di informatizzazione, possano così certificare le vendite, requisito essenziale, secondo le nuove normative di legge, per accedere ai finanziamenti pubblici.
• La ridefinizione dell’Art.39 della legge 27 del 24/03/2012, riscrivendolo come era originariamente
• L’individuazione di strumenti, quale percorsi di riqualificazione professionale gestiti dal pubblico a sostegno di quelli che comunque lasceranno il settore, strumenti presenti nel nostro paese, ma a cui questa categoria non può accedere.
• La revisione e ridefinizione dei finanziamenti pubblici all’editoria.
 

A Governo, Fieg e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiediamo
• La facoltà di scelta del distributore locale mediante referendum, in ogni area di distribuzione, o in alternativa, più DL presenti, in concorrenza, sulla stessa area di distribuzione, tra cui poter scegliere come singole rivendite.


Alla Fieg chiediamo
• L’apertura del confronto per il rinnovo dell’accordo nazionale, un accordo di filiera, in cui tutte le componenti siano presenti
• La creazione di una rete a sostegno della filiera, in modo da evitare che scelte di singoli soggetti, abbiano il sopravvento su altri in posizione più debole. A questo scopo è necessario definire degli osservatori permanenti in sede locale, per monitorare la situazione, e valutare, da una parte eventuali necessità di allargamento della rete, e dall’altra trovare modalità di sostegno alle edicole in difficoltà
• L’istituzione di un “fondo di garanzia”, interno alla categoria e generalizzato, che oltre ad eliminare le discriminatorie e differenti applicazioni poste in essere sul territorio dai distributori locali in materia di fideiussioni, porterebbe ad una sostanziale economicità per la rete di vendita e ad una maggiore garanzia per l'editore. Da questo fondo potranno essere reperite le risorse per la formazione e, finanche, risorse per l'assistenza mutualistica della categoria stessa.
• L’applicazione puntuale del “contratto estimatorio” e la ridefinizione della classificazione del prodotto editoriale, distinguendo chiaramente le testate di prima uscita, da tutte le altre, che pur avendo la propria ragione di vendita in edicola, devono avere condizioni economiche e normative differenti dalle prime. Una modalità di facile riconoscimento è rappresentata dall’apporre una data non modificabile in modo visibile sulla copertina.
• la realizzazione di una rete completamente informatizzata, aperta anche ad altri utilizzi, condivisa da tutti i componenti della filiera distributiva e gestita in forma paritetica, al fine di promuovere l'efficienza distributiva e l'introduzione nei punti vendita di nuovi servizi a valore aggiunto.
Le richieste (del Sinagi) per quanto riguarda la parte economica sono le seguenti:
• conferma del concetto di distribuzione alle edicole franco punto vendita
• pagamento degli Estratti Conto a 21 giorni dal ricevimento dello stesso;
• percentuali di sconto sul prezzo di copertina (eliminazione della defiscalizzazione);
• classificare le testate in due fasce:
• fascia A: tutte le testate nuove, quindi compresi i numeri uno, di prima uscita in edicola, (quotidiani, settimanali, mensili);
• fascia B: tutte le altre, comprese bustine e cards;
• aggio 22% per la fascia A;
• aggio 30% per la fascia B;
• una terza fascia, potrebbe essere individuata, inserendo prodotti non soggetti a parità di trattamento;
• abbinamenti: sconto complessivo sul prezzo di copertina delle pubblicazioni abbinate;
• stabilire un prezzo minimo su cui applicare gli aggi, che potrebbe essere individuato nel prezzo medio dei quotidiani;
• vendite a prezzo ribassato (Cut Price): l’aggio va riconosciuto sul prezzo regolare di vendita; se nuova testata sul prezzo definitivo;
• compiegamenti: un compenso, per la lavorazione, aggiuntivo del 3% all’aggio di fascia;
• sovrasconti natalizi: 10% sull’ultimo numero dell’anno per tutte le pubblicazioni, indipendentemente dalla periodicità e dalla data di uscita;
• informatizzazione: il software e i collegamenti devono essere gratuiti e consentire ai Rivenditori di tenere i propri dati sul proprio PC;
• abbonamenti: stabilire un tetto massimo alle percentuali di sconto, concordare il rientro in edicola degli stessi e, comunque evitare i coupons dentro le riviste in vendita in edicola;
• fidejussione assicurativa, o fondo di garanzia interno alla categoria, stabilendo i criteri e i livelli di copertura.

CONTRO:
• Il tentativo di dimezzare il numero delle edicole
• la concentrazione del settore nelle mani di pochi che porta alla crisi definitiva della piccola e media editoria
• Il monopolio dell’informazione
• Il monopolio della distribuzione

 

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