EDITORIALE

GLI INVISIBILI

 

di Giuseppe Marchica

 

 

18 Marzo 2015, da qui ripartiamo.

Esaltare, oggi, quella manifestazione sarebbe sciocco e non porterebbe da nessuna parte ma è necessario partire proprio da lì, perché lì si è data al mondo politico e agli editori, una immagine di categoria unita, interessata e con delle proposte vere e percorribili, le uniche che fino ad oggi sono state messe sul tavolo.

Adesso si apre un nuovo problema, e cioè che le nostre proposte, vanno nella direzione opposta rispetto a quella che editori e distributori stanno discutendo.

Noi chiediamo una legge che stabilisca delle regole per evitare abusi e sopraffazioni, loro stanno discutendo di come spartirsi le edicole, in barba ad ogni regola e rispetto per il lavoro altrui.

In questi ultimi anni, abbiamo messo sul tappeto una miriade di questioni; credo che ricordarne alcune sia doveroso, visto che si sta aprendo, a giorni, il tavolo della riforma:

- abbiamo tamponato nelle regioni, nei comuni, la ventata di liberalizzazione che ha colpito tanti amministratori locali,

- abbiamo ottenuto lo stralcio da DDL concorrenza,

- abbiamo avviato, in questi ultimi tre anni, rapporti con lintero Parlamento, fatto incontri, audizioni alla Camera, cercando di far capire al mondo politico che non esistono solo gli editori ma anche gli edicolanti, che questi ultimi sono parte indefettibile non solo della filiera del prodotto editoriale bensì baluardo e, soprattutto, garanzia di una capillare divulgazione dell'informazione globale sul territorio italiano,

- abbiamo aperto un confronto a 360 gradi, per portare in edicola servizi ad alto valore aggiunto,

- abbiamo ottenuto, grazie al certosino lavoro di tanti nostri colleghi, risultati importanti sotto il profilo della lotta ai falsi mensili, agli abusi di molte distribuzioni, agli sconti diversi dal dovuto, ai conti deposito ed a molto altro.

Negli ultimi tre mesi, siamo entrati ben 5 volte alla Camera per parlare di noi, per spiegare in cosa consiste, veramente, il lavoro degli edicolanti.

 

probabilmente si è fatto, in questi ultimi tre anni, più di quanto non si sia fatto nei quindici anni precedenti

 

Probabilmente si è fatto, in questi ultimi tre anni, più di quanto non si sia fatto nei quindici anni precedenti.

Si è aperto finalmente il confronto anche con la piccola editoria, siamo riusciti a far capire ai suoi rappresentanti che è necessario fare blocco insieme, perché senza questo saremmo entrambi esposti al volere altrui, al potere di chi è solo economicamente più forte: so bene che non tutti lhanno capito, ma noi ci crediamo, crediamo che sia la strada giusta e continueremo a lavorare in quella direzione ogni giorno.

Non ci spaventa nemmeno il pur faticoso avvio del confronto con le Associazioni dei DL, confronto che non ha avuto ancora gli esiti auspicati ma sul quale continueremo a insistere, sperando che riescano a liberarsi dalle pressioni degli editori e che mettano la museruola a qualche falchetto (per fortuna pochi) che pensa di essere onnipotente e di poter disporre della vita degli edicolanti a proprio piacere.

Errori, lungo la strada, probabilmente ne saranno stati fatti, ma bisogna andare oltre e cercare di affrontare ogni giorno tutti i problemi che si presentano, nonostante ci sia in giro, sui social in particolare, qualcuno che deride i sindacati, cercando di mettere in piedi delle vere e proprie campagne contro.

Ma dove erano, queste stesse persone, mentre gli altri loro colleghi, con sacrificio,  partecipavano al presidio davanti alla Rai a Bologna, a Torino, al Senato? Dove erano durante  i tre giorni di presidio davanti alla Fieg,  o durante i sei giorni di presidio davanti al Parlamento? Dove erano quando i loro colleghi, i nostri edicolanti, scioperavano - anche per loro - andando nelle piazze, dai Prefetti, dai Sindaci, e poi in tutte le manifestazioni che abbiamo organizzato in giro per lItalia?

Non cerano! Pontificano, accusano, insegnano, ma non hanno mai fatto nulla di concreto, se non nella realtà virtuale che frequentano giornalmente sui social.

Se, allora, dal canto loro, le Organizzazioni Sindacali devono anche avere la disponibilità di rivedere il proprio operato analizzando i possibili errori che sono stati fatti nel percorso intrapreso, queste persone devono, invece, solo tacere! Devono rispettare i tanti colleghi che lavorano anche per loro e, magari, cominciare a fare qualcosa impegnandosi personalmente e non semplicemente stare alla finestra lucrando poi, però, le utilità che, pur senza il loro intervento, si sono ottenute! ... ma forse è chiedere troppo.

la nostra era una categoria di "invisibili", tutti sapevano che ceravamo ma nessuno ci vedeva... Oggi ci vedono, sanno di noi e dei nostri problemi. È sufficiente? Certamente no, bisogna andare oltre

Quel che è necessario, ora, è di continuare il lavoro iniziato: la nostra era una categoria di "invisibili", tutti sapevano che ceravamo ma nessuno ci vedeva... Oggi ci vedono, sanno di noi e dei nostri problemi. È sufficiente? Certamente no, bisogna andare oltre.  Recuperata la visibilità si deve lottare con i denti affinché, nella riforma delleditoria, ledicola abbia il ruolo che le spetta e non sia solo unentità di cui nessuno tiene conto.

Certo laccordo che gli editori vorrebbero fare con la distribuzione locale, e che stanno discutendo - nel momento in cui scriviamo queste note - non aiuta, anzi, fa presupporre che ci sia la solita visione del mondo, fatta a propria somiglianza, in cui ledicolante è solo un terminale non pensante, un robot al servizio delleditore.

Bisogna distruggere questa immagine e sottrarsi alla spirale discendente in cui vorrebbero confinarci gli editori, e prepararsi. Stanno accadendo cose strane lungo lItalia, sembra essere ripiombati in un clima da padroni delle ferriere: abbiamo lobbligo di farvi fronte, per difendere i diritti degli edicolanti.

Noi ci siamo, e siamo certi che la rete di vendita sarà con noi, anche quando dovremo andare nelle agenzie a chiedere il rispetto per il nostro lavoro e a spiegare che non siamo disponibili a subire i loro ricatti e le pressioni inaccettabili che stanno tentando di attuare in alcune zone del nostro paese.

Ripeto, per fortuna si tratta di pochi casi, ma coinvolgono comunque molte centinaia di giornalai.

La strada è tracciata: nei prossimi mesi, molte cose si definiranno, e vogliamo che la nostra rete di vendita non sia elemento passivo ma sia protagonista!

 

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