EDITORIALE

 

UN NUOVO ANNO

Il 2016 che abbiamo di fronte

 

di Giuseppe Marchica

 

 

Un nuovo anno è iniziato.

Il quadro che abbiamo di fronte, è un po’ diverso rispetto all’inizio del 2015.

Allora era tutto fermo, eravamo costretti a fare presidi per farci vedere, per parlare con la politica, per dire che esisteva la nostra categoria.

Dai presidi in poi, col Governo e i Parlamentari di tutti i gruppi, è stato un anno di discussioni, incontri, alternanze di delusioni e speranze.

Con le controparti, niente incontri, solo delusioni, e la consapevolezza del fatto che gli editori avevano abbandonato la rete di vendita e stretto accordi illegittimi con la distribuzione locale.

Accordi di cartello, che non siamo disponibili a riconoscere, perché mettono in serio pericolo l’esistenza stessa della rete di vendita, e che devono essere cambiati radicalmente.

Questo 2016, si apre con la discussione in Aula della legge delega sulla riforma dell’editoria, un passaggio molto importante, perché aiuterà a definire meglio i contorni della rete, nel bene o nel male, traccerà dei confini e dei compiti.

Si apre con la discussione coordinata dal Dipartimento Editoria sulla informatizzazione della rete di vendita, e con le contraddizioni della Fieg, che si trova a dover discutere un progetto che era stato delineato in incontri precedenti, e che era stato stravolto dal loro accordo con la distribuzione locale.

 

“dice un vecchio adagio che non è possibile avere la botte piena e il marito o la moglie ubriaco/a”

 

Dice un vecchio adagio che non è possibile avere la botte piena e il marito o la moglie ubriaco/a.

La Fieg ha cercato di avere questo, consegnando ai DL il controllo delle edicole, come fossero di loro proprietà, per poi chiedere alla rete di informatizzarsi e di pagare soldi per inviare ai loro editori i dati necessari ad ottimizzare le tirature.

Gli editori avevano una rete dedicata, ed oggi l’hanno persa, e le reazioni stupide, scomposte, insensate all’iniziativa Leggi e Vendi, ne sono la prova, hanno capito che le edicole sono aziende indipendenti dalla volontà editoriale. 

Quando lo capirà anche qualche altra organizzazione dei rivenditori, avremo fatto tutti un grande passo avanti.

Ma qualcosa di nuovo c’è in questo inizio 2016, certamente la discussione sulla legge, certamente la discussione sull’informatizzazione, ma c’è anche il 28 gennaio e l’apertura del confronto tra le Organizzazioni Sindacali dei Rivenditori e la Fieg.

 

“Si comincia forse e finalmente a discutere”

 

Si comincia forse e finalmente a discutere.

E’ vero che hanno premesso che non ci sono disponibilità economiche, ma è vero che da anni non si riusciva a discutere con la Fieg. 

Anche sul piano organizzativo interno non mancano le novità.

 

il 2016 è l’anno del congresso, metteremo a verifica tutto, dalla linea politica al gruppo dirigente e alla sua rappresentatività, a tutti i livelli”

 

Il 2016 è l’anno del congresso, metteremo a verifica tutto, dalla linea politica al gruppo dirigente e alla sua rappresentatività, a tutti i livelli.

Siamo un sindacato, a nessuno è consentito ignorare le scelte nazionali, tutti devono andare in una direzione. Chi non è d’accordo, fa posto ad altri.

Questo giornale, come si vede, esce a prezzo ridotto e a pagine ridotte; i costi per andare ogni due mesi in edicola, sono pesanti, ma riteniamo necessario continuare ad esserci, per questo si stanno facendo ulteriori sforzi e si continuerà ad andare avanti con la pubblicazione.

 

“il Sinagi sta investendo molte energie nella comunicazione”

 

Il Sinagi sta investendo molte energie nella comunicazione. La nostra Organizzazione è legata alle assemblee, perché lì ci si vede e si parla guardandosi, ma ci rendiamo anche conto che questo strumento non è sufficiente, quindi continueremo con la pubblicazione di questa rivista, continueremo a essere presenti sul web, attraverso i siti ufficiali del Sinagi, e attraverso la presenza sui social network, inoltre amplieremo sempre più la presenza della radio web, Radio Rete Edicole. Strumento quest’ultimo, che mette in contatto diretto e senza intermediazione alcuna, edicolanti tra loro, e organizzazione sindacale di ogni livello con edicolanti e viceversa.

Nessuna categoria in Italia, ha strumenti simili, noi abbiamo costruito tutto questo, perché crediamo in questa categoria, e crediamo che mettere in rete le edicole aiuti tutti noi a conoscere e a crescere.

E’ una grande sfida, difficile, faticosa, ma ci crediamo molto e intendiamo portarla avanti. 

Tutto il gruppo dirigente è impegnato, a tutti i livelli. 

Su questo giornale pubblichiamo il palinsesto, dal quale si vede chiaramente che, ogni giorno, un provinciale è presente e parlerà della propria provincia ai propri colleghi di zona, ma anche agli altri edicolanti: più si conosce quello che accade altrove, più si diventa categoria.

L’obiettivo è sempre lo stesso: creare una rete che possa dialogare, conoscere e, tutta assieme, trovare la forza  di conquistare un nuovo accordo nazionale, o trovare il modo, essendo rete, di fare accordi commerciali vantaggiosi per tutti.

Non vogliamo essere ottimisti a tutti i costi, la situazione è gravissima, ma uno spiraglio lo vediamo, dobbiamo fare in modo che si esca dal tunnel, dobbiamo provarci in ogni modo.

Buon anno a tutti.

 

 

------------------------------------- © Riproduzione riservata------------------------------------