EDITORIALE

 

DURA LEX, SED LEX

 

di Giuseppe Marchica

 

 

La legge di riforma dell’editoria è legge, i decreti attuativi sotto forma di emendamento sono stati approvati alla Camera, e anche al Senato.

In questa legge c’è tantissimo SINAGI, altri forse si prenderanno i meriti, o ci proveranno, ma questa legge se va in porto lo deve al lavoro continuo, fatto di telefonate, incontri, riunioni, e poi ancora e ancora  da parte del SINAGI. Si, c’è stato confronto con altre Organizzazioni Sindacali, ma il lavoro è nostro, e nostri sono i meriti. Poi se qualcuno racconterà altre storie, non ci interessa, a noi interessa il risultato, quello che portiamo a casa a tutela della nostra categoria, quanto di buono siamo riusciti a fare inserire, questo ci interessa, il resto sono chiacchiere inutili.

Sappiamo che alcuni professionisti dello scetticismo, diranno peste e corna, sappiamo che cercheranno in ogni modo di sminuire il contenuto della legge; ma sappiamo che gli edicolanti sono molto più intelligenti e onesti di questa gente.

Tutti sappiamo che non partiamo dagli anni 90, sappiamo bene che oggi siamo una categoria liberalizzata totalmente, anche per tre diverse sentenze del Consiglio di Stato, liberalizzati nonostante il tentativo di resistenza di alcune regioni, e sappiamo che il nostro obiettivo era quello di fare in modo di recintare la nostra rete, di evitare lo smembramento. Posso dire, che quel testo ci dà molto di più di quello che tutti dicevano e pensavano. Solo la tenacia, la testardaggine e la fiducia del SINAGI,delle sue donne e dei suoi uomini, ha fatto sì che non ci si sia mai arresi, e questo è il risultato. La rete di vendita siamo noi, editori e distributori, devono discutere con noi, che gli piaccia o no, e sappiamo bene che a qualcuno di loro non piacerà.

Sul fronte contrattuale, siamo invece molto delusi, non capiamo dove vogliono andare a parare, o meglio, forse lo capiamo anche troppo bene.

Ma non voglio tirare somme affrettate e frettolose, mi sono posto alcune domande, che rendo pubbliche, le risposte proverò a darle più avanti.

Perché su quattro gruppi di lavoro ne sono stati avviati solo due?

Perché i distributori nazionali non rispondono nemmeno alle richieste di incontro?

Perché una delle due associazioni di DL non risponde nemmeno alle richieste di incontro?

Perché con gli editori di quotidiani, o parte di essi, si riesce a discutere e con gli editori dei periodici invece no?

Perché editori, DN, e parte dei DL lasciano chiudere le edicole a migliaia, e in qualche caso ne “favoriscono” la chiusura?

Perché di fidejussione nessuno vuole parlare, quando in qualche caso si chiedono somme a garanzia pari a 9-10 settimane di estratto conto, equivalenti a un anno di guadagno lordo della edicola, cosa questa che spesso impedisce il ricambio?

E infine, c’era bisogno di una legge per riequilibrare i rapporti interni alla filiera?

Se avessero ascoltato le proposte del SINAGI, da almeno quattro anni la filiera lavorerebbe serena, gli edicolanti avrebbero già un nuovo accordo e non ci sarebbero vessazioni nei loro confronti, purtroppo una parte di lor signori non lo ha voluto capire, e abbiamo dovuto chiedere al Parlamento di sostenere la nostra categoria.

Da oggi, inizia una nuova storia.

 

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