EDITORIALE

 

IL DESERTO

 

di Giuseppe Marchica

 

 

Nei deserti del mondo, vivono tante specie riferite sia al regno animale, sia a quello vegetale, non sempre visibili, eppure ci sono.

Si trovano perfino le rose, certo non quelle che crescono nelle nostre latitudini ma quelle di sabbia cristallizzata.

E ci sono deserti, che in alcuni periodi vengono investiti dalle piogge, e fanno rinascere una vita che sembrava impossibile.

 

“ci sono deserti, che in alcuni periodi vengono investiti dalle piogge, e fanno rinascere una vita che sembrava impossibile”

 

Ma andiamo con ordine.

I congressi provinciali si sono conclusi, mentre andiamo in stampa si sta svolgendo l’ultimo, quello di Arezzo, al quale partecipiamo volentieri, anche per un saluto a Fernando, che mi auguro, continuerà a darci una mano, dopo l’enorme lavoro che ha svolto in questi anni, lavoro per cui non sarà mai stato ringraziato abbastanza.

Si sono svolti congressi ovunque, forse mai così numerosi come in questa tornata, alcuni con scarsa partecipazione, altri con presenze straordinarie.

Ma dovunque si è discusso e approfondito il tema centrale: il rinnovo dell’accordo nazionale.

Abbiamo posto delle problematiche molto precise, che potrei rappresentare in due punti principali, il primo: se la piattaforma rivendicativa, ed in particolare il progetto dei 10 centesimi, sono condivisi, il secondo: con quali strumenti e attraverso quali strade raggiungere quegli obiettivi.

Sul primo aspetto, la condivisione è stata pressoché generalizzata, l’idea di un progetto di filiera ha raccolto moltissimi apprezzamenti  e consensi.

I partecipanti alle assemblee, hanno ritenuto questa, una strada importante, innovativa e da non abbandonare per nessuna ragione.

Sul secondo aspetto la discussione è stata più complessa e variegata.

Di sicuro l’impostazione proposta dal Sinagi, quella che prevede, oltre agli strumenti di pressione tradizionali utilizzati delle OOSS, un dialogo nuovo e un nuovo e più stretto livello di rapporto con la distribuzione locale, ha incontrato attenzione e consenso. Al congresso sono demandate le decisioni finali, ma i tanti colleghi che hanno partecipato, la strada l’hanno indicata in modo chiaro e inequivocabile.

Si va verso il Congresso quindi, una occasione importante di confronto e di definizione delle linee politiche e organizzative per i prossimi anni, una occasione fondamentale perché tante parole, e tanti discorsi, diventino linea politica e strategica. Fin qui si è discussa la strategia proposta dai gruppi dirigenti nazionali di innovare i rapporti con i DL, proporre loro un percorso condiviso per risolvere insieme problemi che sono comuni alla filiera, il Congresso deciderà se questi, che fino ad oggi sono obiettivi, diventano le linee politiche future del Sinagi.

Abbiamo sempre detto che per il Sinagi, è prioritario il confronto rispetto alle azioni legali, ma questo non deve essere preso come un elemento di debolezza o rinuncia, perché il compito di un sindacato è la tutela dei propri iscritti, e per arrivare a questo scopo, deve fare tutto quello che gli è possibile.

 

“prioritario il confronto rispetto alle azioni legali, ma questo non deve essere preso come un elemento di debolezza o rinuncia …. il compito di un sindacato è la tutela dei propri iscritti…. Lo dimostra una sentenza importantissima che pubblichiamo su questo giornale”

 

Lo dimostra una sentenza importantissima che pubblichiamo su questo giornale, sentenza che conferma quello che il Sinagi ha sempre sostenuto, e che arriva dopo la legge di riforma.

Ognuno potrà leggere tutte le considerazioni contenute, ma ci sono due punti fondamentali che voglio richiamare:

1-l’accordo nazionale sottoscritto da Fieg e OOSS è valido e vale per tutti

2-la nuova legge ha confermato i patti in essere rafforzandoli.

La filiera, tutta la filiera è in difficoltà, al Congresso il compito di dare delle indicazioni e tracciare strategie, il tempo è questo, c’è bisogno di aria nuova, anche se spesso ci sentiamo dentro un deserto.

Occorre coraggio, il Sinagi ha piantato un fiore nel deserto di cui si parlava all’inizio, ci auguriamo di non essere soli a dargli acqua.

 

“da un diamante non nasce niente, dal letame nascono i fiori”

 

Fabrizio De André cantava: “da un diamante non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, mi ha sempre colpito la verità profonda contenuta in questa frase, la voglia di dire con forza che anche dai cosiddetti ultimi, possono nascere cose importanti.

Di certo la categoria degli edicolanti non è minimamente avvicinabile agli ultimi di cui cantava De Andrè, se non per il fatto che qualcuno ci ritiene gli ultimi della filiera, quelli con meno diritti e meno possibilità di incidere sulle scelte altrui, e quelli di cui quel qualcuno si arroga, (o vorrebbe farlo), il diritto di voler deciderne il destino.

Ma la ricchezza rappresentata dalle donne e dagli uomini che lavorano nelle edicole, ha un valore inestimabile.

E allo stesso modo noi riconosciamo il valore del resto della filiera.

Da qui nasce il nostro progetto di filiera per il rinnovo dell’accordo nazionale, da qui nasce la scelta di piantare quel fiore.

Buon Congresso a tutti i colleghi che parteciperanno.

 

 

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