EDITORIALE

 

Buongiorno Sinagi

 

di Giuseppe Marchica

 

Si è concluso il nostro XI congresso, sono stati giorni di lavoro pieni veri e importanti.

Si è messo in discussione tutto, la linea politica, la strategia per completare la legge, la strategia per il rinnovo dell’accordo nazionale, oltre che l’intera struttura organizzativa.

Più di un terzo dei delegati presenti ha potuto prendere la parola, si è discusso di tutto, ognuno ha messo sul tavolo le proprie idee, le proprie opinioni, sempre con la serenità e con la certezza di chi sa di essere ascoltato con attenzione da tutti.

“Più di un terzo dei delegati presenti ha potuto prendere la parola, si è discusso di tutto, ognuno ha messo sul tavolo le proprie idee, le proprie opinioni, sempre con la serenità e con la certezza di chi sa di essere ascoltato con attenzione da tutti”

 

Si è messo sul tavolo quello che c’è da fare, si è approfondito e discusso tutto, e alla fine si è deciso semplicemente che bisogna farlo, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Il completamento della legge di riforma con l’emanazione dei criteri qualitativi da parte del MISE, e le normative regionali che consentano ai Comuni di riformulare i piani comunali di sviluppo, sono obiettivi da perseguire avviando tutte le azioni necessarie a partire subito, (formazione e insediamento del nuovo Governo permettendo).

Non farlo sarebbe un errore gravissimo, a fronte degli sforzi fatti e degli ottimi risultati ottenuti con la modifica della 170, non completare il progetto rischierebbe di vanificare parte di ciò che si è ottenuto.

Quindi occorre mettersi immediatamente al lavoro a tutti i livelli, ad iniziare da quello nazionale.

Oltre a quanto detto, l’altro elemento prioritario da affrontare è rappresentato dal rinnovo dell’accordo nazionale. Il gruppo tecnico ha completato il suo lavoro, ha fatto una sintesi tra vecchio accordo e vecchio accordo modificato dalle leggi di questi ultimi anni, e rimandato al tavolo plenario le discussioni e le decisioni sul rinnovo e soprattutto sulla sintesi di quanto la Fieg chiede e di quello che noi chiediamo.

Voglio ringraziare qui, pubblicamente l’ottimo lavoro che i tre colleghi hanno svolto a nome e per conto di tutte le sigle sindacali.

Adesso viene la parte più difficile, quella in cui la Fieg deve dare risposte alle richieste economiche. Voglio sintetizzare brutalmente i problemi che dobbiamo superare:

1-Noi abbiamo chiesto soldi, e non pochi, ma sono indispensabili se si vuole dare un futuro alle edicole e di conseguenza a tutta l’editoria.

2-I distributori locali devono essere parte attiva e integrante dell’accordo nazionale

3-I distributori nazionali devono essere parte attiva dell’accordo nazionale, e assumersi delle responsabilità precise in merito a tutte le testate che distribuiscono, comprese quelle riciclate e irregolari (a norma della 170)

4-La Fieg chiede professionalità, siamo disponibili se si realizzano i punti sopra esposti.

Non ci sono alternative o scorciatoie, la categoria ha assoluta necessità di un accordo vero.

“Non ci sono alternative o scorciatoie, la categoria ha assoluta necessità di un accordo vero”

Sappiamo che è difficile, ma siamo pronti ad aprire il confronto col Governo e col Parlamento sugli aiuti che lo Stato, in varie forme, concede all’editoria, e se questi aiuti, invece di creare informazione diffusa e democratica, vengono utilizzati per ripianare i bilanci, bisogna eliminarli. L’Iva agevolata, le agevolazioni postali. I fondi dati alla editoria, che per quanto diminuiti arrivano a 50 milioni l’anno, gli sgravi sulla pubblicità, tanto per citare solo qualche capitolo, hanno senso se le pubblicazioni arrivano ai cittadini. Se chiudono le edicole, è dimostrato che si ferma il ciclo produzione-vendita, e gli aiuti, invece di essere concessi all’editoria come avviene in tutta Europa, diventano aiuti all’editore, e questo non è consentito dalle norme europee.

La strada è difficile ma possibile, diamo risorse vere in quantità consistente alle edicole, contribuiamo a renderle tutte professionali,  aiutiamole ad informatizzarsi e creare rete. Cioè: rilanciamo la filiera.

Siamo pronti, dalle chiusure giornaliere, settimanali, domenicali eccetera senza alcun obbligo di concordare nulla con nessuno, come previsto dalle leggi sulla liberalizzazione degli orari, agli slittamenti dei pagamenti degli estratti conto, dal rifiuto di vendere prodotti antieconomici per l’edicola agli scioperi locali e nazionali generali, tanto per fare qualche esempio non esaustivo, tutto è sul tavolo, dobbiamo discuterlo con tutte le sigle, ma sono azioni inevitabili se le risposte continueranno ad essere negative.

Non so se ce la faremo, non siamo di quelli che promettono a vuoto, ma so che daremo tutto quello che abbiamo per riuscirci e che non ci fermeremo mai di fronte a nessuna difficoltà, abbiamo un buon progetto e che se riusciamo a farlo capire ai nostri colleghi, insieme potremo andare molto lontano, e ci auguriamo di avere al nostro fianco anche i distributori locali, è giunta l’ora per tutti di mettere un punto sul passato e di costruire insieme un progetto che ci porti davvero fuori dal tunnel, senza le edicole loro non avranno senso, insieme potremo farcela meglio, e mettere basi più solide per il futuro.

Lo scontro sul piano legale che rappresenta una sconfitta per tutti, si può evitare solo se si percorre insieme questo tratto di strada, lo abbiamo detto  e scritto più volte, adesso  chiediamo risposte.

Anche sul piano organizzativo il Congresso ha indicato una strada precisa, ridurre di numero tutte le strutture nazionali, e renderle direttamente operative sul territorio. Si sperimenteranno coordinamenti di aree distributive nelle diverse modalità che saranno necessarie a seconda della zona, i membri del CDN avranno compiti precisi e diretti in questo senso, e saranno come detto, operativi sul territorio.

Tra i compiti del nuovo gruppo dirigente, c’è anche quello di creare finalmente la rete delle edicole, per portare quei servizi a valore aggiunto di cui tanto si parla, ma che non si vedono ancora.

Edicola centro universale dei servizi, non è una utopia, ma un progetto praticabile, per ridare alle edicole quello che la crisi e gli scarsi investimenti degli editori, hanno tolto loro.

Comunque di rete, servizi, convenzioni, si avrà modo di parlare a lungo a partire da subito.

“La decisione di costituire i coordinamenti di aree di distribuzione, è una scelta importante e innovativa, spinge tutta l’organizzazione ad essere più vicina alle edicole”

La decisione di costituire i coordinamenti di aree di distribuzione, è una scelta importante e innovativa, spinge tutta l’organizzazione ad essere più vicina alle edicole e ad avere comportamenti univoci. Ci sarà un primo periodo sperimentale, ma il Congresso ritiene quella dei coordinamenti, una strada da cui non si potrà tornare indietro.

Quanto scritto sopra, sono i titoli solo di una parte di quello che si è discusso, è stato un Congresso che ha chiuso un periodo, ma che soprattutto ne ha aperto uno nuovo, la riconferma del gruppo dirigente, non è stato solo riconoscere e apprezzare quanto fatto fino a qui, ma gli affida la responsabilità di completare i progetti iniziati e dare finalmente alla categoria quel respiro che senza completamento della legge e rinnovo dell’accordo, verrebbe a mancare.

“Grazie a tutti quelli che sono riusciti ad esserci… E grazie a chi non ha potuto esserci”

Grazie a tutti quelli che sono riusciti ad esserci, il loro senso di responsabilità e appartenenza alla categoria, ci ha riempito dell’orgoglio di essere parte di questa comunità.
E grazie a chi non ha potuto esserci, chi per ragioni contingenti, chi per ragioni più “strutturali”, sono stati con noi lo stesso. A questi ultimi rivolgo un saluto particolare, perché so quanto avrebbero voluto esserci, un grande abbraccio ad Alberto a Benedetto ad Oscar, e a Vito, che comunque, seppure ognuno di loro in modo diverso, continueranno ogni giorno ad affiancarci ed aiutarci nel nostro lavoro.
Adesso viene il difficile, lo affronteremo a viso aperto, certi di essere un Sindacato vero, forte e rappresentativo.
Buongiorno Sinagi.

 

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