EDITORIALE

 

NON CI FERMEREMO

 

di Giuseppe Marchica

 

Il 28 Gennaio 2019, il treno è partito.

Non sappiamo fino a dove potrà arrivare, l’obiettivo è che arrivi in una stazione sicura, in cui si potrà dire che si è salvata una intera filiera, quella editoriale.

Da troppo tempo stiamo dicendo che siamo in una situazione da cui non si può tornare indietro, se non c’è un impegno vero da parte di tutti.

 

“Il 28 Gennaio 2019, il treno è partito.

Non sappiamo fino a dove potrà arrivare, l’obiettivo è che arrivi in una stazione sicura, in cui si potrà dire che si è salvata una intera filiera, quella editoriale.”

 

Ad oggi, gli editori sono completamente insensibili e assenti, incapaci di uscire dal loro regno, lontano dalla realtà, nel quale pensano di comandare tutto e tutti.

I distributori nazionali che negli anni passati si sono ridimensionati nel numero, rischiano ulteriori problemi, eppure sembra che non se ne siano ancora resi conto, vista la loro totale assenza e il loro totale silenzio.

I distributori locali, con alcune eccezioni, stanno capendo che da soli si va a sbattere contro un muro, e che c’è bisogno di una nuova stagione di confronto con la rete di vendita.

 

“Noi ci siamo impegnati per avviare un percorso di lotta a tutti i livelli.

Il 28 gennaio scorso c’è stato il primo sciopero e la prima manifestazione”

 

Noi ci siamo impegnati per avviare un percorso di lotta a tutti i livelli.

Il 28 gennaio scorso c’è stato il primo sciopero e la prima manifestazione, siamo riusciti a riempire non solo Piazza Montecitorio, ma anche la zona delle sede della federazione editori, in molti non ci credevano, ma si sono dovuti ricredere.

Mentre scriviamo queste note, stiamo organizzando nuovi presidi davanti alla sede dei quotidiani locali, a cui ne seguiranno altri davanti alle sedi di editori di periodici, al momento della pubblicazione del giornale, le iniziative si sono sicuramente svolte: abbiamo già in programma l’organizzazione di iniziative ulteriori contro i cut-price, contro gli inserti e le compieghe, contro tutte le testate irregolari secondo quanto disposto dal D. Lgs. 170 modificato, e di tante altre cose che illustreremo via via.

Cercheremo di approfondire il confronto con la distribuzione locale in modo da poter fare insieme un tratto di strada verso l’obiettivo che ci siamo prefissi.

Qualcuno sostiene che i soldi chiesti non li avremo mai e che per fare l’accordo bisogna ripiegare su progetti meno costosi.

 

“non importa sotto quale forma questi soldi arrivino, quel che conta è la sostanza e, cioè, che devono arrivare!”

 

 

Noi abbiamo risposto che senza quei soldi il declino della rete di vendita non si fermerà: non importa, infatti, sotto quale forma questi soldi arrivino, quel che conta è la sostanza e, cioè, che devono arrivare!

Non ci interessa fare accordi di facciata, di quelli che servono solo ad autogiustificare la propria esistenza, ma non danno prospettive vere alla rete di vendita.

Lo abbiamo spiegato a tutto il mondo, lo abbiamo detto al Sottosegretario che ci ha ascoltato con molta attenzione e preoccupazione per la sorte degli edicolanti, abbiamo chiesto al Governo di non sopprimere i finanziamenti diretti e indiretti all’editoria, per indirizzare quelle risorse  verso altre voci di spesa, ma di lasciarle nel settore, spostandone una parte, (100/120 milioni l’anno) verso le edicole.

Un nuovo progetto di rinnovo che non abbia al centro le risorse necessarie alle edicole per lavorare e guardare al futuro con un po’ di ottimismo,  non serve a nulla, serve piuttosto un nuovo accordo nazionale che metta intorno al tavolo tutta la filiera nessuno escluso.

Serve che insieme si trovino le risorse necessarie per fare entrare il treno di cui parlavamo in una stazione sicura.

Il Sinagi, finché avrà la forza di farlo e l’aiuto di tutti i Giornalai, starà su questo treno, insieme cercheremo di andare fino in fondo, la nostra rete di vendita è costituita da persone che lavorano, con tanta fatica, ma con grande dignità e professionalità che deve essere riconosciuta anche sul piano contrattuale.

Professionalità e dignità che hanno un valore inestimabile, e che nessun supermercato o piccolo punto sostitutivo di vendita potrà mai eguagliare, anche per questo non ci arrenderemo, e continueremo a sostenere la piattaforma presentata unitariamente.

Schiavi mai.

 

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