EDITORIALE

 

 

STATI GENERALI DELL’EDITORIA:

OPPORTUNITÀ, O TANTO RUMORE PER NULLA?

 

di Giuseppe Marchica

 

Il 25 Marzo 2019, si è tenuta la cerimonia di presentazione e di avvio degli Stati Generali dell’Editoria, alla presenza del Presidente del Consiglio e del Sottosegretario, Senatore Vito Crimi.

Molti osservatori (come Vincenzo Vita, che stimo profondamente), hanno parlato di occasione persa, e di tanto rumore per nulla.

C’è stata una rivolta perché ad esempio una parte degli editori, Alleanza Cooperative Comunicazione, File, Fisc e compagnia cantante, non erano sul palco nella tavola rotonda, oltra a problemi per la ridotta presenza dei giornalisti, che li ha fatti urlare allo scandalo e al mancato rispetto dell’informazione democratica, eccetera eccetera.

Sul palco non c’erano nemmeno le organizzazioni dei rivenditori, ma NESSUNO dei cosiddetti editori esclusi, o dei giornalisti, se ne è occupato oppure ha protestato.

 

“In Italia c’è uno strano concetto della democrazia e dell’informazione, ho l’impressione che se IO ci sono, allora tutto è democratico, (degli altri non mi interessa), ma se IO non ci sono, allora è uno scandalo.”

 

In Italia c’è uno strano concetto della democrazia e dell’informazione, ho l’impressione che se IO ci sono, allora tutto è democratico, (degli altri non mi interessa), ma se IO non ci sono, allora è uno scandalo.

Con la piccola e media editoria, abbiamo fatto diverse cose insieme, perfino una conferenza stampa al Senato, qualche anno fa, quando c’era in discussione il finanziamento pubblico, poi ottenuto il rifinanziamento, sono spariti dalla circolazione, le edicole chiudono? Che dispiacere, ma non una parola, non un atto nella nostra direzione, silenzio tombale.

Adesso che c’è di nuovo in discussione il loro finanziamento, rieccoli ad urlare contro il mondo che li vuole cancellare.

I giornalisti, si sono sentiti colpiti nel loro diritto di informare, nella loro professionalità.

Davvero?

 

“Cari amici giornalisti, ma voi siete liberi davvero? Liberi di informare? Liberi di esprimere le vostre opinioni? Davvero?”

 

Cari amici giornalisti, ma voi siete liberi davvero? Liberi di informare? Liberi di esprimere le vostre opinioni?

Davvero?

Se l’Italia è in fondo alla classifica mondiale sulla libertà di stampa, è solo colpa altrui?

Vi faccio notare che gli edicolanti hanno fatto uno sciopero e una manifestazione nazionale a Roma, ve lo hanno comunicato, vi hanno invitato, e voi?

Nessuno di voi era presente alla manifestazione, nessuno di voi ha dato nemmeno notizia.

Ma casualmente, la libertà di informazione e di stampa, ha fatto sì che ben tre comunicati stampa della Federazione Editori fossero pubblicati in sequenza in quei giorni, in risposta allo sciopero e alla manifestazione. Ma come? Non pubblicate l’espressione di decine di magliaia di edicolanti in grave sofferenza ma pubblicate su tre giorni la risposta a quelle iniziative?

E’ questa la libertà di stampa? Oscurare iniziative nazionali e dare spazio alla voce di chi crede e pretende di essere il padrone della filiera?

E ancora, conferenze ed eventi su accordi tra edicole e aziende per servizi postali, ignorati e oscurati totalmente,  comunicati stampa su accordi tra edicole e  Flixbus ignorati da tutti i giornali, ma pubblicati sui siti di grandi aziende come le Ferrovie, e da altre aziende come i tour operator, e in generale da tutte le aziende legate ai sistemi di trasporto, ma sui giornali di carta, che vivono grazie al lavoro di decine di migliaia di edicole NULLA.

In questi mesi di protesta delle edicole, abbiamo sentito di tutto, perfino qualche direttore di quotidiani in Toscana, in Campania, in Emilia Romagna, che hanno alzato la voce dicendo che loro vivono solo delle vendite, che non hanno finanziamenti di nessun tipo.

Davvero? Ma si sono informati? La defiscalizzazione delle pubblicità cos’è? Non sono minori entrate che i cittadini poi devono ripianare? E la pubblicità legale? Non voglio fare l’elenco, mi limito a citare l’Iva al 4%, non solo ma pure forfettizzata. Non sono soldi pubblici questi? Personalmente non condivido l’idea di consegnare l’informazione al mercato, sarebbe la fine della democrazia, chi ha più soldi e più potere vince, l’informazione libera finisce, ma ribadisco che i finanziamenti devono arrivare a tutta la filiera edicole comprese.

Forse, prima di ululare alla luna, un bagno di umiltà ci farebbe bene.

Diciamo tutti che la politica è lontana dai problemi della gente, penso sia vero, ma penso anche che non sia solo la politica ad essere lontana dalla gente.

 

“Non so se gli Stati Generali dell’Editoria, rappresentino una opportunità, o siano semplicemente tanto rumore inutile, ma so che per la prima volta dentro l’idea di stati generali ci sono le edicole, il lavoro che il Sinagi ha svolto in questi anni, ha convinto il Parlamento, il Governo, il Sottosegretario, che dentro l’editoria, ci sono le edicole, con i loro problemi e le loro sofferenze, e che il finanziamento pubblico, che personalmente, lo ripeto, ritengo necessario e fondamentale, non può più essere una modalità per ripianare i bilanci delle case editrici piccole e grandi, ma un modo per tenere in piedi un sistema che è alla base di ogni democrazia”

 

Non so se gli Stati Generali dell’Editoria, rappresentino una opportunità, o siano semplicemente tanto rumore inutile, ma so che per la prima volta dentro l’idea di stati generali ci sono le edicole, il lavoro che il Sinagi ha svolto in questi anni, ha convinto il Parlamento, il Governo, il Sottosegretario, che dentro l’editoria, ci sono le edicole, con i loro problemi e le loro sofferenze, e che il finanziamento pubblico, che personalmente, lo ripeto, ritengo necessario e fondamentale, non può più essere una modalità per ripianare i bilanci delle case editrici piccole e grandi, ma un modo per tenere in piedi un sistema che è alla base di ogni democrazia: l’informazione, tenendo ben presente che la fase di vendita, è parte integrante, e l’edicolante è dentro al progetto con pari dignità del giornalista e dell’editore.

Il percorso degli Stati Generali è avviato, alla fine valuteremo se ha rappresentato un inutile rumore, lo faremo sui contenuti, per noi oggi rappresenta una grande opportunità per dare un futuro alle edicole, e cari editori, distributori  e giornalisti su questo dovremmo costruire una alleanza di filiera, ma ci vuole onestà intellettuale e umiltà da parte di tutti.

E comunque sappiate che ognuno si potrà anche sentire superiore agli altri, ma senza le edicole non esisterete nemmeno voi, gli edicolanti troveranno un’altra attività, voi nobili decaduti, farete molta più fatica.

Scrivo queste righe con amarezza, ma sono ottimista, se lavoriamo dentro l’opportunità che abbiamo oggi, possiamo farcela, noi siamo pronti e disponibili al confronto con chiunque, ci auguriamo di trovare finalmente anche altrove quella disponibilità a lavorare insieme per dare prospettive vere all’editoria, sapendo comunque che un nuovo accordo nazionale ne è una base importantissima.

 

 

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