EDITORIALE

TEMPO SCADUTO

Lettera aperta

 

di Giuseppe Marchica

 

L’ultimo confronto del 19 settembre tenuto per il rinnovo dell’accordo nazionale, al di là delle incomprensioni che mi auguro chiarite e superate, ha avuto ancora una volta  risultato zero.

Anche in quella occasione, abbiamo detto per l’ennesima volta che ogni aiuto economico da parte delle Amministrazioni Locali e Nazionali, è importantissimo, ma che un nuovo accordo nazionale resta fondamentale per la sopravvivenza della rete di vendita.

“un nuovo accordo nazionale resta fondamentale per la sopravvivenza della rete di vendita”

Scriviamo questa lettera, perché non c’è più tempo, bisogna intervenire subito, se davvero si ha a cuore la sorte dell’intera filiera editoriale.

Bisogna riaprire subito il confronto,  la rete di vendita è disponibile ad attivare tutti quei servizi utili alla filiera, dalla tracciatura delle vendite alla gestione in edicola degli abbonamenti, dalla promozione delle testate con visualizzazione ampia in edicola, alla promozione diretta degli abbonamenti, fino a concordare turni di apertura per non lasciare zone scoperte nei territori, oltre ad altri servizi a cui si può lavorare e che possono essere veicolati dall’interno della filiera stessa, in cambio è necessario rompere il muro dei no, e mettere sul tavolo le risorse per salvare rete e filiera, a partire dai 10 centesimi per ogni testata, che per equità vanno calcolati sui periodici e sui quotidiani, senza tralasciare le altre richieste inserite nel documento presentato unitariamente dalle OOSS.

Sappiamo bene che le risposte fino ad oggi sono state “non ci sono risorse”, ma se si vuole salvare l’editoria, queste risorse vanno trovate anche scaricandole sul prezzo di copertina.

Il non fare nulla, non rinnovare l’accordo, lasciare che le edicole continuino a chiudere a migliaia, oltre ad essere un suicidio economico per l’intera filiera, non giustifica più gli aiuti diretti e anche quelli indiretti che lo Stato elargisce al settore per mantenere in piedi un sistema informativo diffuso.

Occorre creare una rete a sostegno della filiera, in modo da evitare che scelte di singoli soggetti, abbiano il sopravvento su altri in posizione più debole, definendo osservatori permanenti in sede locale, per monitorare costantemente la situazione, le emergenze si affrontano come tali e non facendo finta di nulla.

 

“Noi ci apprestiamo a mettere in campo tutto quello che potremo, dalla richiesta di soppressione di qualsiasi finanziamento pubblico agli editori, alla revisione della forfettizzazione dell’Iva agevolata,  fino allo sciopero, non abbiamo più altri mezzi per tentare di aiutare la rete di vendita.”

 

Noi ci apprestiamo a mettere in campo tutto quello che potremo, dalla richiesta di soppressione di qualsiasi finanziamento pubblico agli editori, alla revisione della forfettizzazione dell’Iva agevolata,  fino allo sciopero, non abbiamo più altri mezzi per tentare di aiutare la rete di vendita.

Non capire quello che stiamo dicendo da anni, o meglio fregarsene come il mondo editoriale sta facendo, è assurdo e autolesionista.

Signori editori, pensate forse che con qualche supermercato in più e qualche esercizio commerciale disposto a vendere parte delle testate editoriali riuscirete a cavarvela?

Follia o illusione, senza edicole, non esisterà più nulla.

Ci dite che siamo catastrofici, può essere, ma guardatevi intorno e per una volta riflettete su quello che sta succedendo per vostra scelta.

Stanno chiudendo tutte le edicole esclusive, a Roma per non fare nomi, in soli quattro mesi hanno chiuso decine e decine di edicole, lo stesso sta accadendo in tutta Italia, parlate ancorai di 27/28 mila edicole, ma fa parte del vostro sogno, o di numeri che vi vengono raccontati e che non avete mai nemmeno voluto verificare.

Faremo noi una operazione di trasparenza, abbiamo iniziato a fare il censimento in modo serio, conteremo le edicole che sono veramente aperte, stiamo scrivendo ai vostri inserzionisti raccontandogli la verità sui numeri.

Voi signori editori, siete complici attivi di quello che sta succedendo, azioni illegittime che distributori locali fanno, facendo pagare oneri non previsti dall’accordo nazionale e vietati dalla legge, ve lo segnaliamo da anni e non avete MAI nemmeno risposto, chiusure a migliaia in tutta Italia di piccole edicole ritenute antieconomiche, segnalate con vostre risposte pari a zero.

So bene che questa lettera aperta non avrà alcun riscontro da parte vostra, ma almeno vi diciamo che non avete nessun alibi, e le vostre responsabilità sono enormi.

“So bene che questa lettera aperta non avrà alcun riscontro da parte vostra, ma almeno vi diciamo che non avete nessun alibi, e le vostre responsabilità sono enormi.”

 

So bene che questa lettera aperta non avrà alcun riscontro da parte vostra, ma almeno vi diciamo che non avete nessun alibi, e le vostre responsabilità sono enormi.

Consegneremo questa lettera anche al Governo, chiederemo al Presidente del Consiglio per quale ragione tra finanziamenti diretti e indiretti Iva agevolata compresa, il popolo italiano deve regalarvi ogni anno una valanga di milioni per sostenere l’editoria e la diffusione dell’informazione a tutti i cittadini, quando questa diffusione non esiste più, perché non ci sono le edicole ormai in migliaia di comuni, frazioni e località nelle periferie delle provincie italiane.

Voi signori editori, siete complici.

Ma il tempo è ormai scaduto, a fine anno ci sarà un nuovo disastro, lo sappiamo noi e lo sapete anche voi.

Noi non ci arrendiamo e le proveremo tutte, anche con le poche forze che abbiamo, anche con le  divisioni tra le OOSS, ci proveremo ugualmente.

Questo è e sarà il nostro impegno quotidiano.

 

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