EDITORIALE

 

 

LUCI ACCESE SULLE EDICOLE

 

di Giuseppe Marchica

 

 

Il Sinagi da ormai molto tempo, sta cercando di tenere le luci accese sulla crisi delle edicole, perché questa è una delle strade possibili, per ottenere leggi, finanziamenti pubblici dallo Stato, e pressioni sulla Fieg dal mondo politico per un nuovo accordo nazionale.

Questa scelta che abbiamo fatto, quella di cercare di tenere le edicole sulla ribalta pubblica, passa anche attraverso le iniziative messe in atto nei mesi scorsi, dagli scioperi nazionali, (quello con manifestazione a Roma di inizio 2019, e quello del novembre 2019 in corrispondenza con l'evento del Capranichetta e della raccolta delle firme), a questa prima notte delle edicole.

Devo dire che tutto quello che abbiamo fatto in questo periodo, il grido di aiuto lanciato, i numeri terribili che abbiamo fornito, (nel servizio in onda su Rai3 campeggiava la scritta "fonte Sinagi" mentre snocciolavano i dati della crisi), ha messo veramente in moto le coscienze di tantissime persone.

 

tutto quello che abbiamo fatto ha messo veramente in moto le coscienze di tantissime persone”

 

Per la prima volta i sindacati dei giornalisti, in Lombardia, in Sicilia, in Emilia Romagna, hanno diramato comunicati di pieno sostegno alla nostra battaglia. I quotidiani nazionali maggiori hanno dedicato pagine e pagine alla nostra iniziativa, i quotidiani locali ancora di più.

Il 29 gennaio sera, durante la notte delle edicole, abbiamo visto arrivare in tutte le città, politici, importanti esponenti di partito di tutti i colori, amministratori locali e tanti, tantissimi clienti. Perfino il Vescovo a Brescia, il Presidente della Fieg a Bologna, il Sottosegretario a Roma, hanno voluto testimoniare con la loro presenza la vicinanza alla nostra categoria.

Per la prima volta tutte le radio nazionali e locali ci hanno chiamato, intervistato, chiesto gli indirizzi e i telefoni per parlare con i colleghi aperti, anche la Rai stessa, passando da linea notte su Rai 3 dove hanno discusso a più riprese di noi, per arrivare ai telegiornali di tutti i suoi canali fino ad una ultima trasmissione su radio Rai 1 da mezzanotte e mezza fino all'una e mezza, in cui si è dibattuto delle edicole, stessa cosa fatta dal Tg5 e dal TG La7.

 

“il Sottosegretario Martella ha confermato che aprirà un tavolo con tutti i soggetti per discutere insieme”

 

Ma non abbiamo ancora risolto il problema, il Sottosegretario Martella che ha detto di voler mettere in campo altre iniziative a sostegno delle edicole, gli abbiamo presentato proposte, progetti, credo ci stia lavorando, e ci ha confermato che aprirà un tavolo con tutti i soggetti per discutere insieme, noi abbiamo chiesto un tavolo di compensazione, non sarà la stessa cosa, ma è un inizio.

Anche se, secondo me, c’è un fronte editoriale in difficoltà nel continuare a dire NO, perché una parte degli editori capisce che insieme alle edicole, chiuderanno anche le loro aziende.

 

 

“dobbiamo parlare con tutti quei colleghi scettici, che in questi mesi ci hanno detto che "tanto non c'è nulla da fare", e convincerli che invece si può fare ancora tanto”

 

Non possiamo e non dobbiamo fermarci accontentandosi della ribalta ottenuta, dobbiamo fare di più, dobbiamo parlare con tutti quei colleghi scettici, che in questi mesi ci hanno detto che "tanto non c'è nulla da fare", e convincerli che invece si può fare ancora tanto.

Queste iniziative, le abbiamo fatto praticamente solo come Sinagi, le altre sigle forse non hanno creduto che si potesse creare tanta attenzione con azioni pubbliche, peccato, forse si è persa davvero un’occasione importante.

Comunque noi siamo il Sinagi, la nostra storia è piena di azioni di ogni genere, e faremo sempre tutto quello che è nelle nostre possibilità, per la nostra gente.

Con questa nota, volevo fare il punto della situazione, ringraziare di cuore tutti i colleghi che hanno lavorato alla riuscita delle iniziative, a partire dai dirigenti locali che tanto si sono dati da fare per finire con i giornalai che si sono impegnati, senza di loro, tutto sarebbe stato inutile.

Ma non è finita, adesso si ricomincia, dobbiamo arrivare a un nuovo accordo, dobbiamo lavorare per dare un futuro ai giornalai, sapendo che adesso siamo meno soli in questa battaglia.

 

“Vogliamo ripetere la Notte Bianca delle edicole, allargando a tutte le edicole l’apertura serale, magari chiudendo il pomeriggio… Vorremmo che questa notte bianca non sia delle edicole soltanto, ma che con noi ci fossero tutti, editori e distributori compresi, non apriremo contro qualcuno, ma per qualcosa, per il nostro futuro”

 

Vogliamo ripetere la Notte Bianca delle edicole, allargando a tutte le edicole l’apertura serale, magari chiudendo il pomeriggio, non si può chiedere a un giornalaio di lavorare 20 ore, apriamo tutti dove è possibile una sera, tenendo conto anche dei problemi di sicurezza.

Vorremmo che questa notte bianca non sia delle edicole soltanto, ma che con noi ci fossero tutti, editori e distributori compresi, non apriremo contro qualcuno, ma per qualcosa, per il nostro futuro, e con il nostro, quello della filiera tutta.

Abbiamo proposto alle Associazioni artigiane un accordo per far si che tutte le edicole abbiano l’elenco dei professionisti del quartiere o del paese, idraulici, fabbri, muratori, imbianchini, elettricisti eccetera, tutti quei professionisti di cui i cittadini hanno continuamente bisogno e che spesso non sanno dove cercare, elenchi certificati in modo da dare ai clienti nomi di artigiani veri e non avventurieri.

L’edicola Portineria del quartiere.

L’edicola centro polifunzionale dei servizi.

Forse non porta tanto denaro, ma porta persone, rafforza il ruolo delle edicole, ci consente di chiedere e ottenere fondi dallo Stato e dalle Amministrazioni locali.

Le luci accese di un’edicola è un bene universale, moltissimi lo stanno capendo, purtroppo qualche editore ancora no.

Oggi, torno a rivolgermi a distributori ed editori, c’è bisogno di un nuovo patto di filiera, siamo tutti in gravissima difficoltà economica, lo Stato può aiutarci, ma la salvezza non può che venire da un nuovo accordo di filiera.

Forse il treno che può portarci il futuro, è alla sua ultima fermata, non lasciamolo ripartire da solo.

La guerra lascia solo morti sul terreno.

Cari Editori

Cari Distributori

Abbiamo assolutamente bisogno di un nuovo patto di filiera, unica strada possibile per dare a tutto il sistema editoriale un domani, noi ci abbiamo sempre creduto, e continuiamo a crederci.

 

 

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