EDITORIALE

 

GENTILE PRESIDENTE RIFFESER

 

di Giuseppe Marchica

 

 

Gentile Presidente Riffeser

Prima di tutto le faccio i complimenti più sinceri per la sua rielezione a Presidente della Federazione Editori.

E immediatamente dopo le congratulazioni, mi vengono in mente tutti i problemi della filiera che abbiamo anche discusso personalmente, ma che ad oggi non hanno soluzione.

Presidente Riffeser

Lei conosce molto bene la crisi che attraversa l’editoria, lei edita quotidiani, ed ha il polso della situazione giorno per giorno.

Gli editori perdono soldi perché diminuiscono gli investimenti pubblicitari, e cosa per noi più grave, perché si perdono copie in edicola.

I Distributori Nazionali dicono di avere sempre maggiori difficoltà, e qualcuno cerca di appropriarsi della rete, senza alcun accordo con la stessa, come se fosse una proprietà esclusiva, altri giocano abbassando deliberatamente gli aggi degli edicolanti per aumentare i propri margini. Presidente, la Fieg non ha proprio nulla da dire?

I Distributori locali dicono di essere quelli messi peggio, e per sopravvivere hanno preso la strada di una sorta di resa dei conti finale, in cui i più forti prevarranno, inglobando tutte le aree di distribuzione che gli sarà possibile per abbassare i costi aumentando i fatturati e ristrutturando i servizi, oltre a tagliare quei punti vendita che ritengono antieconomici, e sono migliaia in tutto il paese. Presidente, la Fieg non ha proprio nulla da dire? Capisco che sta ripartendo l’idea che liberalizzando si venda di più, ma è singolare che si pensi di salvarsi portando i giornali al bar o in panetteria o dal calzolaio, mentre si tace sulla chiusura di tanti punti vendita, lasciando centinaia di comuni senza il servizio di vendita, come innumerevoli lettere di Sindaci denunciano.

 

“Gentile Presidente Riffeser

Esiste la voglia di lavorare per tenere in piedi la nostra filiera?”

 

 

Gentile Presidente Riffeser

Esiste la voglia di lavorare per tenere in piedi la nostra filiera?

Noi durante la fase acuta della crisi sanitaria, avevamo chiesto di far pagare alle edicole il venduto, e cioè di pagare regolarmente gli estratti conto per quotidiani e settimanali, e di fare slittare i pagamenti dei mensili di un paio di settimane, questo perché le edicole non erano in grado di fare anticipazioni finanziarie, ci è stato risposto che eravamo fuori dal mondo e accusati di non volere fare accordi.

La richiesta di far slittare di due settimane il pagamento dei mensili, per aiutare una rete che non ha mai chiuso e che ha garantito la vendita dei giornali e con essa la sopravvivenza di tutta la filiera, editori compresi, è stata etichettata come un gesto estremista e irresponsabile.

Sono convinto, Presidente, che da parte vostra, sia stata una scelta politica, perché se il sistema non fosse in grado di sopportare quella briciola che avevamo richiesto, non  ci sarebbe nessun futuro, e invece il futuro è possibile, a condizione che si scenda sulla terra e si affrontino i problemi per davvero, senza pensare che i soldi pubblici in qualche modo possano ripianare per sempre i bilanci delle aziende editoriali.

Il Governo ha dato agli editori, molti, molti soldi.

Il Governo ha dato agli edicolanti un po’ di respiro.

Il Governo crede nell’informazione, ha investito sul settore risorse importanti, e gli editori? Ci credono? Vogliono investire? Senza edicole pensano di sopravvivere?

Sono domande vecchie, le stiamo facendo da tanto, troppo tempo.

Abbiamo ripetutamente proposto di fare un accordo di filiera vero, per blindare e mettere in sicurezza, almeno per qualche tempo, l’intero sistema.

Oggi abbiamo le condizioni forse ideali, un Governo molto sensibile e disponibile, ed una opposizione probabilmente, altrettanto sensibile. E forse anche le Regioni possono mettere in campo delle cose importanti, ma a fronte di un progetto vero di filiera.

Il tempo è scaduto davvero, alla fine di quest’anno, se non ci sono correttivi seri saranno guai grossi, e noi saremo costretti a provare ad evitarli in ogni modo, con il blocco dei pagamenti e con chiusure. Sappiamo che queste azioni creano moltissimi problemi a tutti, ad iniziare dagli stessi edicolanti, ma non si può stare a guardare il declino di una intera filiera senza provare ad affrontarlo per superarlo.

 

“Gentile Presidente Riffeser

 la via maestra non è questa”

 

Gentile Presidente Riffeser

 la via maestra non è questa, ho detto mille altre volte che la strada è quella di incontrarsi, mettere sul tavolo i problemi di tutti, e cercare insieme le soluzioni possibili, senza prevaricazioni e con la voglia di venire fuori davvero da questa situazione difficilissima.

Le auguro, e lo auguro a tutti noi, che la sua seconda presidenza, sia ricordata nel tempo, come quella che ha dato una svolta e che ha tolto le barriere al confronto vero con tutti i soggetti che hanno a cuore il nostro settore.

Noi quelle barriere le abbiamo tolte da tempo.

 

 

 

 

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